|
Una preoccupazione della Cina: eccessivi finanziamenti bancari
Nel 2009, allo scopo di stimolare l’economia le banche cinesi hanno
forniti 9,6 trilioni di RMB di finanziamenti, una cifra che
risultava quasi doppio di quella del 2008 e quasi una metà del PIL
del paese.
Se le banche continuano a fornire facilmente finanziamenti alle
imprese, si potrà innescare
l’inflazione. Quindi la Banca Centrale della Cina ha incrementato
dello 0,5 il tasso di riserva
sui depositi,
mirando a limitare i crediti
bancari. Secondo Liu Mingkang, presidente della China Banking
Regulatory Commission, nel 2010 il totale dei crediti bancari verrà diminuito a 7,5 trilioni di
RMB, circa 22% meno di quello del 2009.
Nuove regole
alle banche per frenare l’eccesso di attività nei crediti
Per portare
sotto controllo l’attività disinvolta delle banche nella concessione
di prestiti inesigibili e prevenire possibili insolvenze, l’ente
bancario regolatore CBRC ha approvato sabato 20 febbraio nuove norme
più restrittive.
Le nuove
direttive impongono alle banche di porre maggiore attenzione sulla
qualità dei prestiti piuttosto che sulla quantità, in modo da
adeguare i flussi dei prestiti alla esigenza reale dell’economia
piuttosto che favorire il mercato azionario che è suscettibile di
generare delle pericolose bolle speculative.
CBRC ha inoltre
ribadito che il capitale d'esercizio non dovrebbe finanziare gli
investimenti fissi e le partecipazioni. Le nuove regole chiedono ai
finanziatori di concedere fondi direttamente all’utente finale
dichiarato dal mutuatario e non di darli direttamente al debitore.
Il credito
bancario facile che viene concesso dalle banche consente a molte
imprese cinesi di ottenere disponibilità finanziarie superiori alla
loro necessità che le medesime imprese utilizzano poi per vari
investimenti speculativi.
La città di Pechino intende diventare
una grande base di motori
automobilistici
Secondo l’Agenzia di notizie Xinhua, la casa di auto BAIC (Beijing
Automotive Industry Holding Corp.) ha annunciato che investirà
10 miliardi di RMB (circa 1,47 miliardi di USD) per costituire una
base di motori nella Zona di Sviluppo Economico del Distretto di
Tongzhou.
La BAIC ha già costituito nel 2009 un’azienda dedicata
all’assemblaggio di motori. Ha acquistato le tecnologie relative ai
motori dalla società svedese SAAB e le tecnologie dei cambi
automatici dalla società tedesca Bosch.
Questa base, che integra la ricerca e lo sviluppo con la produzione,
dovrà essere operativa in giugno
2011. Entro il 2015 saranno prodotti annualmente 400.000 unità di
motori automobilistici, 300.000 unità di cambi automatici e 30.000
unità di cambi manuali.
La terraferma cinese apre ulteriormente
il suo mercato ai
prodotti agricoli taiwanesi
Secondo l’Agenzia di notizie Xinhua il 28 febbraio Chen Mengshan,
capo economista del Ministero dell’Agricoltura della Cina ha
dichiarato che la Terraferma favorisce i contadini taiwanesi a
espandere la presenza dei loro prodotti nel mercato cinese e
protegge il diritto della proprietà intellettuale dei prodotti
agricoli taiwanesi tramite la supervisione del mercato.
Infatti negli anni recenti il governo centrale ha formulato una
serie di politiche favorevoli alle imprese agricole taiwanesi. In
particolare la Terraferma applica il trattamento di zero dazio a 15
tipi di frutta, 11 tipi di verdure e 8 tipi di prodotti acquatici
provenienti dall’isola di Taiwan. Nel 2009 il valore totale delle
importazioni di prodotti agricoli dall’Isola nella Terraferma è
stato pari a 364 milioni di USD.
Inoltre, fino alla fine del 2009 circa 6.100 imprese agricole
taiwanesi hanno investito in totale 7,2 miliardi di USD nella
terraferma cinese, ottenendo profitti interessanti.
La Cina
esporta idrovolanti
Secondo il Dipartimento del
Commercio della provincia dello Jiangsu, nella parte orientale della
Cina, la società Jiangsu Hengchuan Group ha sottoscritto un accordo
con gli Emirati Arabi Uniti per la fornitura di 17 idrovolanti che
valgono diversi miliardi di USD.
Gli idrovolanti, sviluppati con la proprietà intellettuale
totalmente cinese, possono volare all’altezza minima di 0,5 metri
sopra la superficie dell’acqua e all’altezza massima di 1.000 metri.
Possono raggiungere la velocità
massima di 180 KM / ora. La loro capacità di
penetrazione in aria è molta più
grande di quella degli aerei ordinari.
I 17 idrovolanti dovranno essere consegnati agli Emirati Arabi Uniti
nel mese di maggio 2010.
L’alleanza fra Air China e Cathay Pacific
Il 25 febbraio la Air China e la Cathay Pacific Airways hanno
sottoscritto un accordo generale per costituire congiuntamente una
joint venture aeronautica dedicata ai servizi logistici.
La joint venture sarà costituita sulla base della società già
esistente Air China Cargo Ltd. (ACC), che è una sussidiaria della
Air China.
Quando l’ACC sarà ufficialmente trasformata in joint venture, la Air
China terrà il 51% delle quote societarie, mentre la Cathay Pacific
acquisterà direttamente il 25% delle quote e possiederà il 24% dei
diritti societari dell’ACC tramite la modalità di finanziamento
offshore. L’investimento totale della Cathay Pacific nell’ACC sarà
pari a 1.699 milioni di RMB (circa 245 milioni di USD).
L’ACC opererà come una joint venture a partire dall’estate 2010.
Pechino e Shanghai rimarranno come sue principali basi operative.
Verranno
introdotti in Cina gli standard per gli scuolabus
Al fine di
garantire la massima sicurezza ai bambini che usano lo scuolabus per
recarsi a scuola, le autorità cinesi hanno deciso
di introdurre una serie di
standard obbligatori per tutti questi autoveicoli.
Secondo le
norme, gli scuolabus devono avere le cinture di sicurezza per ogni
sedile. Autobus a due piani e autobus articolati non sono
autorizzati a prestare servizio come autobus di scuola primaria.
Le norme richiedono anche i produttori di
autobus l’obbligo di installare un dispositivo per registrare la
velocità di marcia, l'ora e il chilometraggio del veicolo.
Le norme
entreranno in vigore il 1° luglio p.v.
L’interesse
per il business dell’energia eolica
coinvolge sempre più aziende
cinesi
Alcuni anni fa
erano richieste le pale delle turbine con una lunghezza da 37,5
metri mentre ora i clienti chiedono quelle da 40,3 metri. Tutto ciò
ha comportato profonde ristrutturazioni di adeguamento delle imprese
produttrici.
La spinta
all’innovazione sostenuta dagli incentive statali per la produzione
di energia pulita ha fato salire i produttori di turbine eoliche da
6 del 2004 a 70 di fine 2009. Parimenti la potenza installata è
passata in 5 anni da 760 MW ad oltre 20.000 MW nel 2009. I prezzi
delle turbine sono calati di circa il 30% rispetto a quelli del 2004
conseguentemente i margini di profitto sono passati dal 25% del 2004
al 10% di oggi. Infatti il prezzo medio di una turbina eolica da 1,5
MW nel 2004 era di circa 6.000 RMB mentre agli inizi del 2009 era
inferiore ai 5.000 RMB, anche perchè piccolo società hanno ridotto i
prezzi ma anche la qualità dei prodotti.
Si assiste ad
un miglioramento tecnologico promosso dalle aziende maggiori che
vogliono difendere la loro supremazia sul mercato. Un esempio è
quello della Sinovel Wind Group Co. che ha deciso di investire somme
rilevanti in ricerca e sviluppo per diventare leader nella
produzione di turbine a vento da installare offshore.
Tuttavia
poiché la competizione sta diventando feroce diverse aziende puntano
alla cooperazione ed integrazione con altre per consolidarsi sul
mercato domestico.
La Cina
adotta misure preventive di sicurezza per
garantire uno svolgimento
tranquillo del World Expo
Il Ministro
della Pubblica Sicurezza della Cina martedì 23 febbraio ha
sollecitato la polizia di tutta la nazione a prendere iniziative per
reprimere i casi di crimini gravi e di risolvere eventuali tensioni
sociali per garantire un sicuro svolgimento dell’Esposizione
Mondiale a Shanghai.
La polizia di
Shanghai e delle province vicine è stata invitata a rafforzare le
misure di sicurezza con più intensi pattugliamenti delle strade e a
mobilitare i cittadini per garantire un sicuro ambiente per la
prossima apertura Esposizione che verrà inaugurata il 1° maggio.
Pare che la
tensione tra la Google Cina ed il Governo cinese
sia in fase di
rientro
Esperti
osservatori fanno rilevare che la preoccupazione della possibile
ritirata della Google dal mercato cinese sta scemando.
Infatti a sei settimane
dalla dichiarazione della Google di voler ritirarsi dalla Cina, la
società ha ripreso l’assunzione di ingegneri, manager e personale di
vendita. Tutto ciò fa ritenere che le cose siano cambiate in quanto
Google ha ripreso ad acquisire i clienti della pubblicità che il suo diretto concorrente Baidu aveva
strappato nel periodo di tensione.
|